Ultimo aggiornamento
02/05/2009
Le 5:20 della mattina del 28 Aprile '08:sono la quarta ad arrivare vicino la piazzetta buia, illuminata unicamente dai lampioni della chiesa di Sant’Antonino. Le 5:25 e il sole comincia a fare capolino dal M.Serra mentre una decina d’automobili procede a passo lento fino a fermarsi e spegnere il motore…Le 5:35 e adesso ci siamo tutti:alunni e professori…ormai pronti ad imbarcarci in questa nuova ed emozionante esperienza di un viaggio d’istruzione in Puglia lungo cinque giorni. Le 6:05 e dopo aver caricato i bagagli e preso posto sull’autobus,l’autista mette in moto il pulmann e agli ultimi saluti ai genitori segue un applauso d’euforia ed eccitazione.

Sono passate sette ore e mezza circa dalla partenza
e nonostante le varie fermate siamo tutti un po’ stanchi e ansiosi di arrivare…dopo
qualche minuto ci fermiamo alla prima tappa della nostra gita: Alberobello.
Un paesino semplicemente delizioso che mi ha ricordato tanto i depliants turistici
della Grecia. Infatti le abitazioni non erano costituite da case ma da “trulli”
(primo esempio di abitazione primitiva). Queste costruzioni bianche pietra su
pietra sono molto piccole e solitamente all’interno si trova un’unica stanza
schiacciata dal tipico tetto a cono.
Non tutti i trulli però sono uguali, infatti nella via principale che conduce alla chiesa di Alberobello sul tetto dei trulli sono disegnati degli strani segni che si dice, portino fortuna. La cosa più bella di questo posto è che in alcuni negozi-trulli, vi sono dei balconi con veduta panoramica in cui si può ammirare tutto il paese.
Nel pomeriggio inoltrato arriviamo a Taranto dove sentiamo i
profumi e osserviamo le tradizioni e le culture di una grande città ma
che rimane al contempo stesso ancorata alle proprie origini e alla propria terra.
Dopo questa visita ci avviamo per la città di Monopoli dove pernottiamo
nell’albergo di Calacorvino. È stato in questo momento che noi ragazzi
abbiamo realizzato l’idea della gita di 3^media:quella esperienza così
tanto decantata, indimenticabile e speciale di cui ci avevano sempre parlato.
Fino a quel momento non avevamo capito ciò che ci aspettava; questa era
per noi una gita come un’altra. Ma, quando i professori pronunciarono le parole:
“stanze”, “notte”, “discoteca”, “albergo”, ci svegliammo da un sogno durato
tre anni e capimmo che tutto ciò che ci era stato descritto era finalmente
realizzabile ed era finalmente arrivato. Una volta arrivati all’hotel cominciammo
a sistemare le valigie e ad ambientarci nelle camere. Successivamente dopo la
cena, fino a mezzanotte girovagammo per l’albergo passando di stanza in stanza
per riunirci e divertirci. Qualche minuto più tardi ci aspettava una
meritata dormita e anche se il sonno (come hanno avuto modo di vedere i professori)
tardava ad arrivare…alla fine prese il sopravvento.

Il mattino seguente dopo la colazione partimmo per ammirare Castel Sant’Angelo e la città di Ostuni (la città bianca,chiamata così perché le case e i negozi a causa del caldo sono fatte con intonaco bianco).
Il castello, patrimonio dell’Unesco, è una costruzione molto antica risalente al Medioevo ma in cui sono stati ritrovati oggetti dell’età greco-romana. Prima del restauro il monumento era in uno stato di completo abbandono ed è per questo motivo che grazie ai continui scavi effettuati dagli archeologi non si finisce mai di scoprire nuove sorprese nascoste dalla polvere e dalla pietra. Castel sant’Angelo fu costruito in una posizione strategica, ovvero, arroccato vicino al mare. Grazie a questa posizione la costruzione aveva un’ottima difesa e riuscì a perdurare fino all’arrivo dei saraceni che distrussero la città. Una cosa che rende ancore più particolare questo posto è che all’interno di una feritoia fu ritrovato un gatto mummificato. Infatti l’azione della polvere, della sabbia e del sale, ha fatto si che la carcassa dell’animale, rimanesse in ottime condizioni.

Nel
pomeriggio sostiamo all’albergo riposandoci o facendo partite a calcio nel campetto
dell’hotel, mentre, la sera finalmente andiamo in discoteca dove balliamo e
facciamo baldoria: questo per molti è stato il momento più divertente
della gita. A fine serata andiamo a dormire felici di questi primi due giorni
trascorsi.
Il terzo giorno forse è stato il più emozionante di tutti perché
ci siamo recati allo zoo-safari di Fasanolandia dove abbiamo osservato animali
delle specie più disparate che erano lasciati liberi all’interno del
parco.
La parte più bella di questa visita è stata però quando abbiamo potuto usufruire delle attrazioni di Fasanolandia: le giostre. Nonostante la nostra giovane età, il sensodell’avventura e del pericolo confesso (insieme ad altri) che non rifarei per nessun motivo al mondo alcune giostre perché le ritengo forse un po’ troppo emozionanti.


Dopo pranzo la tappa prevista era Castel del Monte, un castello imponente ancora in buono stato voluto da re Federico II di Svevia e costituito da due masti principali sulla facciata e un enorme cancello. All’interno invece molte scale a chiocciola ripide e strette che collegano stanzoni poco illuminati. Inoltre il sito si trova vicino un bosco e quindi in una zona piuttosto isolata. Le pareti di pietra sono spesse fino ai 7-8 metri e i tetti a cupola sono fatti di mattoni.
Arriviamo quindi stanchi al Calacorvino dove ci aspetta un’altra serata di divertimento ma anche di riposo. È arrivato il quarto giorno ormai, e molti di noi si rendono conto che tutto sta per finire e che forse non ci sarà mai più un’esperienza simile che finché non è stata vissuta non si può mai capire fino in fondo perché a volte le parole e i gesti non bastano per rendere chi ci ascolta partecipe del racconto.
Giungiamo con questi pensieri a Lecce considerata la Firenze del Sud. Una città multi-etnica dove si trovano le cose e le persone più svariate e impensabili, ed è per questo che mi piace considerarla una città con uno stile europeo. Lecce,la città del barocco, è ricca di chiese ed edifici artificiosi e ricchi di particolari. Le strutture monumentali sono realizzate con la morbida e tipica pietra leccese. Le chiese sono quasi tutte realizzate in stile barocco e caratterizzate da colonne con fantasie floreali, angioletti e ghirigori tutti intorno. All’interno non mancano i dipinti, le statue, i soffitti e i pavimenti decorati. “Quasi” tutte infatti, perché vi sono chiese sempre in stile barocco ma all’interno vi sono decori con marmo di diverso colore e soffitti in noce che ricordano lo stile napoletano di quel periodo e che quindi non sono rappresentativi del luogo.

Le
cose da visitare erano tante così già nel primo pomeriggio ci
avviamo ad Otranto, la città più a oriente d’Italia. Qui il paesaggio
cambia perché la città è completamente affacciata sul mare
ed è baciata dal sole. Anche lo stile è totalmente diverso per
cui dal barocco di Lecce si passa allo stile romanico. Un esempio calzante di
questo stile è appunto il duomo di Otranto che però all’interno
ha subito delle modifiche barocche e turche, per questo è un miscuglio
di arti. Il duomo è conosciuto in tutto il mondo, infatti è diventato
non solo il simbolo della Puglia ma anche uno dei più gettonati d’Italia.
Nell’ultima sera di svago cerchiamo di divertirci il più possibile in discoteca, a volte facendo impazzire i prof…ma poco importa perché anche se non lo vogliono ammettere anche loro si sono resi partecipi di questa serata.

02/05/08, 6:30 suona la sveglia della camera: è l’ultimo giorno… portiamo quella valigia piena di ricordi fino allo scomparto bagagli dell’autobus e capiamo che tutto sta per finire…mi infilo le mie fedeli cuffie dell’i-pod nelle orecchie e mi addormento con una scia di pensieri che mi attraversa la mente prima di chiudere gli occhi.
Giungiamo a Castellana Grotte e ci prepariamo per cinque chilometri di strada (due e mezzo per l’andata e due e mezzo per il ritorno). Queste grotte furono scoperte da Franco Anelli che soggiornava in Puglia nel 1938. Egli ha ipotizzato che la caverna si sia formata milioni di anni fa a causa dell’erosione del fiume sottostante. In alcune zone si tocca il 98% di umidità ed i 72 metri di profondità.

Le gallerie naturali che si sono formate all’interno sono ricche di stalattiti (1cm ogni 50-70 anni) e stalagmiti (1cm ogni 70-100 anni). Inoltre, le varie caverne sono denominate in base alle forme delle colonne (unione di stalattiti e stalagmiti) che si vengono a creare.
Sono le 14 e qualche minuto…salutiamo la Puglia con grande affetto in quanto ci ha regalato i cinque giorni più belli della nostra vita e che ci porteremo sempre nel cuore.
Le 21:05 siamo tornati a Viagrande finalmente (e purtroppo allo stesso tempo) rivedo il mio paese e i miei familiari:il viaggio d’istruzione è terminatoe adesso ad aspettarci ci sono gli esami di 3^ media e così rimettiamo i piedi per terra…perché ora bisogna studiare ed il tempo dei giochi è finito… Un ringraziamento speciale a tutti i professori che ci hanno sopportato cinque giorni e quattro notti (e che ancora non hanno avuto un esaurimento nervoso); un altro ringraziamento particolare va a tutti i miei compagni (ma ancora meglio a tutti i miei amici) che hanno reso unica e magica questa gita…Grazie di esistere!!!

Agata Zambrano 3D