Ultimo aggiornamento
02/04/2009
Passata la meteora Di Franco, con l'8 settembre dell'anno scolastico 1979/80 assume la responsabilità di direzione della scuola il Preside Prof. Antonio Ramirez, trasferito dalla Scuola Media Statale "Peyron" di Torino. Non si può passare sotto silenzio in questo excursus il D.M. del 9 febbraio 1979 che apportava ulteriori sostanziali integrazioni ed innovazioni all'edificio edificato nel 1962. Il D.M. del 1979 si può senz'altro considerare una pietra miliare nel cammino legislativo percorso dalla scuola media italiana. Vengono nel testo articolati, esplicitati ed approfonditi gli obiettivi, i contenuti ed i metodi di insegnamento, i criteri e le modalità della programmazione educativa e didattica, i principi ed i fini generali. I programmi, considerati fra i più innovatori e validi esistenti, in riferimento al relativo segmento scolastico, a livello europeo e non solo europeo, furono uno dei frutti più maturi del periodo della "solidarietà nazionale" che vide, fra le altre cose, la sconfitta mortale del terrorismo brigatista. Ovviamente, la macchina scolastica italiana nel suo complesso, con l'eccezione delle realtà più vive e ricettive, assorbì gradualmente il nuovo introdotto dal Decreto del febbraio 1979, anche perché i nuovi pro- grammi erano sembrati calati dall'alto sulle teste dei frastornati docenti. E così fu anche per Viagrande dato che non si riescono a percepire, quanto meno dai documenti ufficiali, sostanziali innovazioni nel lavoro didattico, né sembra sia stata avvertita l'esigenza di fare i conti con mutamenti così significativi. Il primo anno della nuova presidenza trascorre sostanzialmente nelle forme consuete, pur se potevano già intravedersi i prodromi dei problemi futuri. In effetti, alcuni interventi del nuovo preside avevano suscitato un certo malcontento nel corpo docente: imposizione dell'orario definitivo dal 1° ottobre (l'anno scolastico iniziava il 18 settembre) invece di prolungare nel tempo l'orario provvisorio di tre ore; il tentativo di varare un orario didattico, ecc. La ruggine e gli attriti tra presidenza e corpo docenti esplosero nell'anno scolastico 1980/81. Detonatore della situazione fu il problema della distribuzione delle classi di educazione tecnica che vide uno scontro aspro e duro fra il preside e un docente. La polemica sempre più rovente divampò nell'autunno-invemo dell'80/81 ed ebbe strascichi amministrativi e giudiziari, lettere ai giornali locali, ecc. Il clima che si era venuto a creare, ovviamente, era il meno sereno possibile ai fini della produttività degli Organi Collegiali della scuola, specie in un periodo in cui le novità legislative imponevano un lavoro impegnativo di aggiornamento e di elaborazione a tutti i docenti. L'utilizzazione del docente detonatore nel corso dello stesso anno scolastico, in un'altra scuola rasserenò un po' gli animi. E' da aggiungere che in tutta la vicenda un nutrito gruppo di docenti si era sempre prodigato perché fosse ripristinato nella comunità scolastica un clima generale di maggiore fiducia. Alla fine dell'anno scolastico, così surriscaldato, il Collegio delibera l'ingresso nella scuola della stampa quotidiana. I giornali scelti dall'organo sono: La Sicilia, II Giornale Nuovo, La Gazzetta del Sud, Sono gli anni, questi, nei quali al posto di docente vicario subentra alla Prof. Messina Cavallaro, il Prof. Sciacca prima ed il Prof. Finocchiaro poi. L'anno scolastico 1981/82 vede il corpo docente impegnato a misurarsi in modo più approfondito ed articolato con il concetto di programmazione didattica ed educativa, al centro dei nuovi programmi del 1989. Nelle riunioni, infatti, del settembre e del novembre 1981 i docenti si cimentano in questo non semplice né facile compito. L'anno sembrava scorrere su binari più tranquilli, allorché a febbraio scompare il denaro che sarebbe servito per il noleggio dei mezzi di trasporto per le visite d'istruzione. Il primo risultato è che per quell'anno non si sarebbero svolte visite esteme; il secondo è che si riaccendono focolai non del tutto spenti. Nonostante il clima più sereno non si è del tutto riusciti a superare quelle incomprensioni che avevano caratterizzato l'anno precedente. Alla fine dell'anno, al momento dell'affissione dei tabelloni, il 14 giugno 1982, scoppia una piccola rivoluzione. La percentuale di mortalità scolastica (respinti più non frequentanti) è del 16,95%; su 342 iscritti, 283 sono i promossi e 46 i respinti: una delle percentuali più alte degli ultimi anni. Da quell'anno in poi la mortalità si attesterà in media sull'8-10%. Gli alunni bocciati si lasciano andare ad atti di vandalismo contro le autovetture di docenti e di non docenti, si spargono chiodi all'estemo della scuola e si lanciano bombe-carta. Intervengono i Carabinieri. Per il Preside, il corpo docente non aggiornato ed abbarbicato alla vecchia mentalità selettiva non ha ancora interiorizzato lo spirito della scuola media riformata. Per i docenti, le bocciature costituiscono una giusta punizione per gli alunni lazzaroni, convinti che la licenza e la promozione spetti loro di diritto. Il braccio di ferro continua nell'anno scolastico 1982/83 ed esplode di nuovo la situazione nella seduta del 10 settembre 1982. Dopo un inizio tranquillo (si parla di gita in Toscana od in Umbria per le terze e di svolgere argomenti interdisciplinari; viene varato un corso serale per lavoratori), l'incidente diplomatico scoppia sulle elezioni dei due collaboratori del Preside. Due docenti raccolgono lo stesso numero di preferenze; il Preside sceglie, allora, uno dei due come vicario; ma il secondo non accetta l'incarico di segretario del Collegio e si passa quindi agli ultimi eletti. Nessuno, però, è disposto ad accettare l'incarico. L'ultimo atto del braccio di ferro si consuma. Le sedute successive, fino alla fine dell'anno, sono presiedute dal nuovo Vicario. Il 12 settembre del 1983, il Prof. Mario Castro diventa il nuovo capo d'Istituto. Come giudicare con serenità gli anni contrassegnati dalla gestione Ramirez? Crisi di crescita dell'Istituzione? Gli anni del Preside detonatore di certe contraddizioni della scuola? Gli anni del despota autoritario? Forse, singolarmente prese, nessuna delle spiegazioni rende giustizia alla verità effettuale delle cose. Forse, come spesso accade, la verità totale è meno semplice di come noi la possiamo immaginare e nella sua poliedrica e sfaccettata complessità comprende e supera i singoli brandelli delle verità parziali quali si possono riscontrare nei tentativi di cui sopra. E del resto, siamo qui per comprendere non per giudicare.