Ultimo aggiornamento
02/04/2009
Con D.M. 16/7/1966 n° 7740, veniva istituita a Viagrande, sin dal 1° ottobre 1966, la scuola media statale autonoma già sezione staccata di quella di Zafferana. Il primo preside, per un brevissimo periodo, fu il Prof. Vincenzo Cardile, cui subentrò il preside incaricato Prof. Nicola Fallico; poi trasferito, nell'anno scolastico 1968/69 alla Scuola Media Statale "Vittorio Alfieri" di Catania. Le classi funzionanti, nell'anno scolastico 1966/67, erano sei con i corsi completi A e B. Dalla lettura dei verbali degli scrutini del II° trimestre risultava un'altra classe collaterale, la I C. I locali della scuola si trovavano in via Mirone, in due edifici ancora oggi esistenti, seppure ristrutturati, ed erano stati presi in affitto dall'Ente Locale. I plessi erano due: uno in via Mirone, 10 e l'altro in via Mirone, 7; uno maschile e l'altro femminile (per le alunne erano prescritti il grembiule nero ed il collettino bianco). Con l'anno scolastico 1967/68, inizia la lunga presidenza Puglisi che durerà ben 11 anni, fino all'anno scolastico 1977/78. Erano, questi, anni pionieristici, contrassegnati da mille problemi e mille difficoltà. In primo luogo, carenze strutturali: locali angusti ed in pessimo stato di manutenzione, carenze assolute negli arredi e nelle attrezzature didattiche. In secondo luogo, perduranti difficoltà degli operatori nel fare proprio lo spirito della legge 1959, attestate dai frequenti interventi del preside nei Collegi dei Professori perché i docenti innovassero il loro lavoro scolastico alla luce dei principi ispiratori della nuova scuola (scuola della formazione dell'uomo e del cittadino e non solamente informativa, scuola non selettiva ma al servizio di tutti, individualizzazione dell'insegnamento, attenzione agli svantaggiati ed all'ambiente socio-culturale di provenienza degli allievi, valutazione non solo aritmetica ma anche sulla maturità globale). In terzo luogo, la non sempre pronta sensibilità del Comune nei confronti della nuova istituzione formativa del territorio, nonostante all'art. 15 (oneri ai Comuni) del titolo 11° della tanto citata 1859 lo Stato facesse carico al Comune di fornire, oltre a locali idonei, l'arredamento, l'acqua, il telefono, l'illuminazione, il riscaldamento, la manutenzione ordinaria e straordinaria. Di certo, oltre all'inerzia politica, all'origine dei problemi dell'Ente Locale stavano anche problemi strutturali di bilancio che aiutano a comprendere anche se non a giustificare le tante manchevolezze. Fra l'altro, il Comune di Viagrande non era stato considerato, alla fine degli anni '60, Comune depresso e così non usufruiva della maggiorazione del 40% dei contributi del Ministero della Pubblica Istruzione. Tutto ciò comportava problemi tali che molto frequenti sono le lamentele, nei primi anni, da parte della scuola nei confronti dell'Amministrazione viagrandese per i ritardi, le disfunzioni, gli inadempimenti. In quarto luogo, i problemi economici delle famiglie, aggravati dal fatto che la gratuità dell'istruzione obbligatoria post-elementare, sancita dalla legge, tardò, e non lo è stata ancora oggi del tutto, ad essere attuata. Ciò comportava problemi non indifferenti per il pieno assolvimento dell'obbligo scolastico, in quanto i buoni-libro erano totalmente insufficienti alle richieste delle famiglie; arrivavano in ritardo, e non era raro il caso di allievi che a Natale erano ancora senza libri o si iscrivevano per la mancanza di tali strumenti tardi e dopo ripetute sollecitazioni dei bidelli e dei Carabinieri. E' da notare che l'ammontare del buono-libro era di £. 10.000 e che il costo medio dei libri di una prima classe era, alla fine degli anni '60, di £. 23 000 II Patronato Scolastico, presente in ogni Comune, ente morale ed organo di diritto pubblico, creato dalla legge Daneo-Credaro 1911, con i suoi magri bilanci non sempre riusciva ad espletare appieno le sue funzioni assistenziali ed educative. Pur navigando in ristrettezze, si ha comunque anche la volontà di non far mancare agli allievi l'esperienza della gita scolastica, anche se non tutti gli anni, nel primo periodo. Le mete non erano, però, di certo quelle allettanti di oggi: Pergusa, Enna, Siracusa, Augusta. Al di là di queste difficoltà e di queste emergenze quotidiane ben presto si affrontò anche un altro problema di ben diversa natura ed entità rispetto a quelli su accennati, e, pur tuttavia, con una sua indubbia valenza per la scuola di recente istituzione: la sua intitolazione. La questione, su cui ci si sofferma più ampiamente in altra parte dell'Annuario, fu affrontata nella seduta del Collegio dei Professori del 6 maggio 1969 e risolta scegliendo il grande scrittore siciliano per l'importanza che nello svolgimento della sua arte aveva avuto il bozzetto rusticano Nedda ('a varannisa), ambientato proprio a Viagrande e nei paesi limitrofi. La nuova creatura era cresciuta, pur tra mille stenti e difficoltà così come la protagonista verghiana, ed aveva ora pure un nome ed un cognome, seppure a quasi tre anni dalla sua venuta al mondo.