Ultimo aggiornamento
02/04/2009
Il Comune di Viagrande non ha avuto fino al
1° ottobre 1966 una sua autonoma scuola media. E' ben vero che
sin dall'anno scolastico 1961/62 era stato attivato un P.A.T. (Posto di
Ascolto Televisivo) e successivamente, dall'anno scolastico 1963/64,
una sezione staccata della Scuola Media Statale "Federico De Roberto"
di Zafferana; ma l'assenza di una sede indipendente costituiva senza
dubbio un elemento oggettivamente negativo per la realtà
culturale, civile e sociale del piccolo paese etneo. Gli anni
antecedenti al 1961 vedevano i giovani viagrandesi, nelle condizioni
economico-sociali ed intellettive di poter continuare gli studi a
livello di scuola secondaria inferiore, costretti a spostarsi per
frequentare nei comuni limitrofi quelle scuole non presenti nel luogo
di residenza. Un'auspicabile futura e più approfondita
ricerca, ci potrà dare notizie più precise sulla
realtà post-elementare a Viagrande negli anni '50. Allo
stato attuale delle conoscenze in nostro possesso, possiamo solo
ipotizzare l'esistenza di corsi di avviamento professionale e di corsi
post-elementari. E comunque, con l'anno scolastico 1961/62
cominciò a funzionare, forse in via Mirone, in un locale con
piano rialzato preso in affitto dal Comune, un P.A.T. (Posto di Ascolto
Televisivo). Il Posto di Ascolto comprendeva una sola classe P,
composta da 13 allievi, seguita da 3 docenti: Grazia Russo (materie
scientifiche), Santa Durante Distefano (materie letterarie) nel primo
trimestre e Fichera Grazia a partire dal secondo. Alla fine dell'anno,
in luglio, una commissione di 8 docenti svolgeva le prove d'esame della
P sessione e successivamente a settembre quelle della II8 sessione. Le
materie del corso erano: religione, italiano, storia ed educazione
civica, matematica ed osservazioni scientifiche, francese, educazione
artistica (disegno), applicazione tecnica, musica, educazione fisica.
Erano quelli gli anni infuocati della crisi dei governi centristi degli
anni ´50 e dello scontro politico assai duro che poi
avrà come sbocco l'avvio dei governi di centro-sinistra nel
1962. Il dibattito sulla politica scolastica non poteva non essere
influenzato e condizionato da quegli eventi ed infatti di lì
a poco, con la legge del 31 dicembre 1962 n° 1859, sarebbe
stata varata la scuola media uni ca. Erano, quindi, anni di transizione
da un ordinamento degli studi dopo le elementari ad un altro. Si
passava in sostanza da un ordinamento che vedeva da una parte la scuola
media finalizzata al prosieguo degli studi e dall'altra la scuola di
avviamento professionale che aveva come sbocco il lavoro, ad un sistema
che sulla base delle spinte della società tendeva ad
unificare l'ordine secondario inferiore. I corsi televisivi di cui
sopra costituivano dei tentativi sperimentali, attuati dai Ministri
dell'Istruzione del tempo, per dare una risposta alle sempre
più pressanti domande dell'evoluzione della
società italiana. Il tentativo non ebbe esiti felici ed
abortì in breve tempo in quanto, come si disse allora da
più parti, era in stridente contrasto con gli scopi
educativi e culturali che si affidavano alla nuova scuola media e che
esigevano una serie di strumenti assai complessi ed organici. E in
effetti, se andiamo a vedere da vicino la produttività di
questi corsi televisivi, moderni nell'apparenza ma arretrati nella
sostanza, ci accorgiamo come essi non potessero dare, al di
là delle intenzioni di chi vi operava, che ben magri frutti:
nell'anno scolastico 1961/62 su 13 allievi iscritti, questi furono i
risultati: 3 promossi nella F sessione e 5 nella IP; 1 respinto e 4
ritirati. Sommando i ritirati ed i respinti, si ha una
mortalità, si direbbe oggi, del 38% sul totale degli
iscritti. Negli anni successivi le classi ed i docenti furono: nel
1962/63 2 classi (P e IP) con 31 iscritti, seguite dalle Proff.
Giuseppa Amore Vaquez, Grazia Fichera, Grazia Russo; nel 1963/64 2
classi (IIa e IIIa) con 17 iscritti, seguite da una docente non meglio
identificata e dalla Prof. Maria Fichera Ciffo; nel 1964/65 una sola
classe (IIIa) con 11 iscritti, seguita dalla Prof. Elisa Giuffrida
(materie letterarie). La percentuale della dispersione scolastica
resterà mediamente alta con punte del 43%, anche se in fase
decrescente negli ultimi due anni per il progressivo svuotarsi di
significato dell'iniziativa. Nel frattempo era stata istituita la
scuola media unica obbligatoria e gratuita (31 dicembre 1962, legge
n° 1859) e sulla spinta propulsiva d'essa a Viagrande
cominciò a funzionare, a partire dall'anno scolastico
1963/64 e fino all'anno scolastico 1965/66, una sezione staccata della
Scuola Media Statale di Zafferana, così come si diceva
sopra. La sede si trovava con molta probabilità sempre in
via Mirone ed utilizzava i locali del P.A.T. (Posto di Ascolto
Televisivo) e l'edificio sul lato opposto della strada che poi
diventerà la sede della istituenda scuola media autonoma.
Del 1· anno non si è riusciti ad individuare le
classi, nel 11· anno erano in funzione 3 classi (I E, I F, I
D) con 70 alunni iscritti, nel III° anno 5 classi (Corso D
completo, I E, II E) con 105 iscritti. La bidella della sezione
staccata era la Sig.ra Grazia Tosto Zappalà. Le percentuali
della mortalità scolastica erano del 30%, con picchi del
50%. Come si può ben constatare, l'aumento della popolazione
scolastica in pochi anni era stato molto accelerato in virtù
della rivoluzione scolastica pacifica introdotta dalla 1859, anche se
è da aggiungere che le risposte della struttura scolastica,
ancora refrattaria ed impermeabile alla novità, tendevano
con la relativa decimazione ad abbassare di molto il numero dei
"vandali" che avevano osato profanare il tempio dell'istruzione e della
cultura.
La Legge del 31 dicembre 1962 n° 1859 che istituiva la Scuola Media Unica di Stato e la nazionalizzazione dell'energia elettrica con la creazione dell'ENEL furono i due fenomeni più vistosi dello spostamento al centro-sinistra dell'asse politico del paese. Con essa si decretava la fine della post-elementare e dell'avviamento, si eliminava il latino dalla prima classe e si introduceva un minimo di insegnamento scientifico. Il piano di studi della nuova scuola comprendeva i seguenti insegnamenti obbligatori: religione, italiano, storia ed educazione civica, geografia, matematica, osservazione ed elementi di scienze naturali, lingua straniera, educazione artistica, educazione fìsica. Erano inoltre obbligatorie nella prima classe le applicazioni tecniche e l'educazione musicale che diventavano facoltative nelle classi successive. Nella seconda classe l'insegnamento dell'italiano veniva integrato da elementari conoscenze di latino. Come materia autonoma l'insegnamento del latino aveva inizio in terza classe ed era facoltativo. La legge 1859 attuava, dopo 15 anni dalla sua promulgazione, l'art. 34 della Costituzione: "La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno 8 anni, è obbligatoria e gratuita...". La nuova legge, animata da un indubbio spirito democratico, incontrò forti resistenze nella struttura scolastica e navigò per non pochi anni tra acque incerte e perigliose. In effetti innovava profondamente la fascia medio-inferiore dell'istruzione nazionale ed erano in parte comprensibili le resistenze mentali e le difficoltà strutturali. Per ritornare al nostro discorso, ma la contestualizzazione più generale è utile e necessaria, la nuova legge, al titolo 11° - norme particolari art. 10, prevedeva l'istituzione, entro il 1° ottobre 1966, della nuova scuola in tutti i comuni con popolazione superiore ai tremila abitanti. Orbene, in base al censimento I.S.T.A.T. del 1961, la popolazione residente e presente nel nostro Comune risultava essere di 3.925 unità e pertanto l'articolo di legge prima citato poneva le premesse perché anche Viagrande avesse la sua scuola media.
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